Gioielli in rame

Cura e pulizia dei gioielli in rame

Spesso mi chiedete come fare per pulire i vostri gioielli in rame, quindi mi sembrava opportuno creare un articolo dove descrivere al meglio le procedure da eseguire, sempre in riferimento ai gioielli che creo qui nel mio Lab 😊

Prima di tutto però va fatta una premessa: il rame, come altri metalli, come in effetti tutto nell’universo, è soggetto al fenomeno dell’ossidazione che, di fatto, non è possibile arrestare… questo vuol dire che la cura e la pulizia deve essere ripetuta ciclicamente, poiché nel tempo l’ossidazione si ripresenterà.

Il primo passo è conoscere il modo migliore per conservarlo e curarlo al meglio: generalmente

  • sconsiglio di indossare le mie creazioni per fare il bagno o la doccia,
  • non metterle a contatto con profumi spray o altri agenti chimici
  • non indossarle sulla pelle nuda in caso di elevata sudorazione o in estate quando fa molto caldo

Come invece quando il gioiello che indossi è ossidato e va ravvivato, senza rovinarlo e utilizzando possibilmente metodi naturali?

Ci sono diversi modi, a seconda della casistica:

In primo luogo devi sapere questo: Alcuni gioielli che produco sono trattati con una patina antichizzante (fegato di zolfo) che ossida il metallo creando sfumature rossastre, violacee o molto scure: è un trattamento che faccio di proposito perché mi piace davvero molto l’effetto antichizzato; in questo caso una pulitura più incisiva potrebbe rimuoverle e, siccome avrai acquistato il gioiello perché ti affascinavano i suoi colori, bisogna procedere diversamente, o con più cautela.

inoltre ogni pezzo è già trattato con una vernice protettiva per l’ulteriore ossidazione, che isola il rame dall’aria impedendo quindi un ulteriore variazione cromatica.

Detto questo, se il tuo gioiello elettroformato si è scurito, vuol dire che, nel tempo, il protettivo si è assottigliato, fino a far scoprire nuovamente il rame: questo accade per via principalmente dell’usura, della pulizia a secco con panni più o meno rigidi etc.

Ma niente paura! Ora andiamo a vedere nel dettaglio le varie casistiche!

Il gioiello non era patinato ma chiaro e lucido:
In questo caso si può utilizzare una soluzione di aceto bianco e sale iodato! Sciogliete un cucchiaio di sale in circa 100 ml di aceto (mezzo bicchiere), aiutandovi scaldandolo un po’ sul fornello. Una volta sciolto potete procedere precauzionalmente imbevendo del cotone e strofinando l’oggetto, oppure immergendolo direttamente e lasciandolo in immersione per un po’. Sciacquate in acqua, asciugate, e voilà! Rame nuovamente brillante!

Il gioiello era già patinato:
Se non volete compromettere la patina allora è meglio procedere per step: se la pulizia con un panno non dà alcun effetto soddisfacente, potete ricorrere ad una pagliuzza metallica per abradere la superficie e lucidarla: in questo modo, nel caso per esempio di una foglia, l’abrasione luciderà solamente le venature in rilievo, mantenendo una patina di fondo.
Si può comunque strofinare la superficie con un panno imbevuto della soluzione di aceto e sale descritta prima, per provare a “regolare” il livello di intensità della patina.
Attenzione alle pietre!
Le pietre dure che contengono calcio o carbonati sono soggette a corrosione se esposte al contatto con sostanze acide (aceto/limone) perciò non vanno immerse o pulite nella soluzione descritta sopra.
per loro è meglio un lavaggio “acqua&sapone”, magari aiutandovi con un piccolo batuffolo di cotone.
Diverso il discorso per i cristalli e le pietre “vitree”, che sono più resistenti, ma per le quali non è comunque necessario un bagno acido.

Il protettivo:

Esistono diversi protettivi per metalli che volendo si possono applicare, che isolano nuovamente il pezzo e ne prevengono un po’ l’ossidazione, ma una giusta cura e pulizia costante possono in ogni caso essere un buon metodo!

Spero di esservi stata utile! Scrivetemi o commentate nel caso abbiate domande specifiche!

Alla prossima!

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